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Quaderni di Serafino Gubbio operatore

Lettura a puntate del romanzo di Luigi Pirandello

drammaturgia a cura di Gianmarco Marabini, Carlotta Pansa, Teresa Vila*

Realtà e finzione, vita e forma: le grandi ossessioni di uno dei più autorevoli drammaturghi e scrittori italiani, Luigi Pirandello. Oggi viviamo in un mondo in cui il confine tra ciò che esiste e ciò che si rappresenta è sempre più labile. Dove finisce l’immagine che abbiamo di noi e dove inizia quello che siamo? L’eroicomico protagonista Serafino Gubbio, operatore al servizio della macchina da presa, e i personaggi strampalati che gli ruotano attorno, con le loro rocambolesche avventure, molto narrano della nostra tentazione di sostituire alla realtà la sua immagine falsa. Il cinema delle origini, con tutta la sua carica di fascino, ha stravolto il senso del vero consolidatosi per millenni. Sei puntate con gli attori di ERT Fondazione alla Biblioteca Malatestiana, per raccontare lo shock di quegli anni, con lo sguardo ironico e disincantato di Pirandello, e misurare a che punto siamo noi con la tecnologia e il suo potere di illusione.

Programma:

La mano

sabato 2 febbraio // ore 17
Biblioteca Malatestiana 

legge Michele Dell’Utri

I due amanti

sabato 9 febbraio // ore 17
Biblioteca Malatestiana

legge Simone Francia

La macchina

sabato 2 marzo // ore 17
Biblioteca Malatestiana 

legge Diana Manea

Il suicida

sabato 9 marzo // ore 17
Biblioteca Malatestiana 

legge Simone Francia

La febbre (con varia ed eventuali)

sabato 6 aprile // ore 17
Biblioteca Malatestiana

legge Michele Di Giacomo

La tigre

sabato 13 aprile // ore 17
Biblioteca Malatestiana

leggono gli studenti del Liceo Linguistico Statale Ilaria Alpi

Info

INGRESSO LIBERO fino esaurimento posti disponibili
Gli incontri si svolgono alle ore 17 nella Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana, Piazza Bufalini 1, Cesena

Per info: info@teatrobonci.it

Un progetto di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Comune di Cesena-Biblioteca Malatestiana 

Si ringrazia la classe 3F del Liceo Linguistico Statale Ilaria Alpi di Cesena

*allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg Internazionale della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro – laboratorio permanente per l’attore, approvato dalla Regione Emilia-Romagna e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo

Il romanzo

La prima versione del romanzo uscì a puntate in rivista nel 1915 con il titolo di Si gira… nel pieno dell’euforia futurista per le nuove tecnologie artistiche. Pirandello, dallo spirito più incline alla critica umoristica, si immagina un modo meno entusiastico e più ambiguo di raccontare il cinema. Sceglie di farlo con il personaggio Serafino Gubbio, mero operatore cinematografico per la casa di produzione Kosmograph. Un uomo ridotto alla sua mano, al gesto tecnico e spersonalizzato di muovere una manovella, per sfamare la macchina da presa di cui è al servizio e per soddisfare il sempre più esigente mercato dell’intrattenimento. Ma la macchina esercita uno strano fascino, una sua attrattiva, con la sua capacità di confondere realtà e finzione, vita e forma, nel trasformare la persona ripresa in personaggio. Serafino vorrebbe e non vorrebbe sottrarsi a quel potere, come d’altronde nessuno di noi. L’edizione definitiva dei Quaderni uscì poi nel 1925, lo stesso anno di Uno, nessuno, centomila: l’anno di approdo della carriera di romanziere di Pirandello.

L'autore

Nato a Girgenti – oggi Agrigento – nel 1867, Pirandello è uno degli scrittori italiani più conosciuti al mondo, specialmente per il teatro. Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, fu autore di poesie, drammi, romanzi e novelle. La sua vita si divise tra la Sicilia d’origine, Roma e la Germania, dove ha soggiornato a Bonn, per motivi di studio, e poi nella sfavillante Berlino, negli anni vivacissimi della Repubblica di Weimar, quando la capitale tedesca rivaleggiava con Parigi. Cresciuto all’interno della cultura positivistica dell’Ottocento, all’ombra dei romanzi veristi di Verga, Pirandello inizia a scardinare certe abitudini narrative e a sorprendere, con il suo provocatorio “umorismo”, quando al principio del Novecento pubblica Il fu Mattia Pascal. L’ironia diventa la sua arma letteraria, con cui ribalta abitudini consolidate del mondo borghese. E nel 1916, quasi cinquantenne, trova nel teatro il luogo d’elezione per le sue bizzarre provocazioni. In poco tempo, tra acclamazioni e clamorosi fiaschi, diventa noto in tutta Europa. Le sue drammaturgie meteteatrali generano nuove visioni nel rapporto tra realtà e finzione, tra arte e vita, per dirla con le sue parole. Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV, Questa sera si recita a soggetto, Così è (se vi pare) sconvolgono e scuotono le platee italiane e straniere. Autore curioso e versatile non rinuncia neanche a raccontare il cinema, che guarda sempre con originalità nei suoi ultimi anni.