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Peachum

Un’opera da tre soldi

Teatro Bonci

Peachum, il re dei mendicanti dell’Opera da Tre Soldi di Bertolt Brecht è l’antieroe del nuovo spettacolo di Fausto Paravidino, un’epopea a rovescio interpretata con Rocco Papaleo.

«Peachum è una figura del nostro tempo più ancora che del tempo di Brecht» scrive l’autore. «Dipende dal denaro senza neanche prendersi la briga di esserne appassionato. Non è avido. Non ambisce a governare il denaro, è governato dal denaro. Come un politico. Come un amministratore delegato, non più Rockfeller ma Marchionne, gente che il denaro lo fa per la salute del denaro non più per la propria».

A un padre portano via la figlia. Il padre la rivuole.
In questa nuova Opera da tre soldi succede ciò che accade nell’Opera di John Gay, nel Sogno e in Otello di Shakespeare e in moltissime fiabe. Ma Brecht ci dice che la rivuole perché gli hanno toccato la proprietà. Non altro.

Peachum ha due negozi, uno bianco e uno nero. In quello bianco comprano i bianchi, in quello nero lavorano i neri.
Quando sua figlia si innamora di un nazi, forse proprio quello che ha tagliato la testa a uno dei negri di Peachum, di certo uno di quelli che il sindaco ha blandito perché voleva anche i voti delle curve più violente dello stadio, lui se la deve riprendere.
Scoprirà che ci sono cose che i soldi non possono comprare. Tipo sua figlia.
E sarà una bruttissima sorpresa.
Le avventure di Peachum sono un viaggio in un mondo fatto di miserie: la miseria dei poveri, la miseria di chi si vuole arricchire, la miseria di chi ha paura di diventare povero.


Note:
«Brecht riscrive l’opera buffa di John Gay in un mondo tutto nuovo rispetto a quello dell’inglese: ci sono state la rivoluzione francese, la rivoluzione industriale, la rivoluzione di ottobre e alcune guerre, tra cui la grande guerra». «Si stanno creando le condizioni per la crisi del ’29 e per l’avvento del nazismo, il capitale si sta organizzando con molta ferocia, si stanno formando mucchi di capitali da una parte ed eserciti di poveri dall’altra. Nell’Europa dell’est si sta sperimentando un’alternativa al capitalismo che ha un forte potere attrattivo. I ricchi non sono invincibili. Ora sì».

Fausto Paravidino

 

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Dati artistici

di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
con Rocco Papaleo, Fausto Paravidino
e con in (o.a.) Federico Brugnone, Romina Colbasso, Marianna Folli, Iris Fusetti, Daniele Natali

scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
maschere Stefano Ciammitti
musiche Enrico Melozzi
luci Gerardo Buzzanca
video Opificio Ciclope
produzione
Teatro Stabile di Bolzano / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

foto di Luca Guadagnini

 

 

 

 

 

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