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Scarpette rotte

Teatro Bonci

A proposito di questo spettacolo

C’era una volta una scarpetta rossa abbandonata sul ciglio della strada che aveva una speranza: ritrovare sua sorella. La scarpetta sinistra aspettava, d’estate, d’inverno, ma intanto il suo colore scoloriva e la sua pelle si rattrappiva.

Un pomeriggio una macchina la schiaccia bucandole la suola. la scarpetta piange, si dispera, si sente sola, ma resiste e continua a sperare. Passano i mesi, gli anni e lei si sente come se piano piano si fondesse con l’asfalto fino a sprofondare giù nel centro della terra. Ma un giorno, durante un temporale, un fulmine spezza il ramo di un albero. Da quel ramo cade la scarpetta destra sua sorella, nuova, intatta, bellissima.

La scarpetta sua sorella, protetta dall’albero a cui era rimasta appesa, è rossa, brillante, un numero 35 da schianto! Non appena la scarpetta bucata e malconcia, riconosce sua sorella, decide di non farsi notare e si immerge sempre di più nell’asfalto, nascondendo la sua punta smussata nel grigio polveroso della strada. Ma la scarpetta destra la vede e corre ad abbracciarla. Le due scarpette sono diverse: una è rotta e l’altra è perfetta. Come fare per camminare insieme, per ballare e saltare? Passa di là una fata che le sente interrogarsi e subito con la bacchetta magica le rende identiche, usando come modello la scarpetta tutta rotta.

Finalmente insieme, le due scarpette sbiadite e bucate, camminano, saltano, danzano per le strade del mondo, finché un giorno, improvvisamente, ritornano rosse e brillanti.

La felicità non ha a che fare con la superbia, né con la vanità.
La felicità ha a che fare con il cammino di due scarpe bucate su una strada. Prima un passo e poi un altro, in un movimento armonioso e febbrile.

La fiaba comincia in un cimitero, dove una ragazza orfana e povera è accucciata sulla tomba di sua madre. Celine non sa dove andare, non ha più niente, neanche le scarpe. È muta. Di là passa una ricca signora e con uno slancio di generosità decide di adottarla e di prendersene cura. In un attimo la ragazzina si ritrova in una villa circondata da un fantastico giardino, ha una stanza di lusso con l’armadio pieno di abiti, giocattoli, libri, peluche e due servitori tutti per lei pronti a qualsiasi cosa pur di intrattenerla. Celine riceve in dono le scarpette rosse con la raccomandazione di restare umile e generosa; ritrova la voce, si inorgoglisce, e comincia ad annoiarsi. La noia, il benessere, i capricci, la porteranno a rinnegare i valori più importanti, tra cui la gratitudine e l’altruismo. Lascerà morire da sola la ricca signora per andare al ballo del re, ma verrà punita Celine: le scarpette rosse attaccate ai suoi piedi la costringeranno a camminare, a saltare, a ballare per i campi, nelle piazze, sui marciapiedi, al mare, sotto la pioggia, al sole, di giorno e di notte; e proprio di notte sarà la cosa più tremenda. Perché non potrà più dormire. Danzerà, Celine, danzerà finché le scarpette rosse non perderanno nuovamente lucentezza e colore.

prima assoluta

Dati artistici

scritto e diretto da Emma Dante
con Martina Caracappa, Davide Celona, Adriano Di Carlo, Daniela Macaluso
scene Carmine Maringola
luci Cristian Zucaro
coordinamento di produzione Daniela Gusmano
produzione ERT/ Teatro Nazionale, FONDAZIONE TRG Onlus
in collaborazione con Compagnia Sud Costa Occidentale

foto di Carmine Maringola

una produzione di Scarpette rotte • Produzione Emilia Romagna Teatro