L’Infinito Carnale
Dialogo tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza
Teatro Bonci
A proposito di questo spettacolo
Claudia Castellucci, coreografa e drammaturga, porta in scena una danza che riattiva l’antica tecnica della pantomima, creando una ritmica del testo su cui si muovono i danzatori secondo un principio di interdipendenza tra i due linguaggi. L’infinito carnale nasce da un dialogo immaginato tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza, due eremiti cristiani del III sec. che elessero il deserto come luogo di combattimento interiore. Ilarione raggiunge il maestro e gli pone domande che lo affliggono, ma le risposte di Antonio anziché orientarlo lo sconcertano. In quel paesaggio spoglio, povero di forme e materie, si moltiplicano continui pensieri e immagini interiori. L’idea del deserto ispira una danza che prova a creare le sue forme da un’assenza assoluta di paragoni e di storia. L’istinto a creare qualcosa che non c’è, rivela il bisogno di rappresentare il mondo, e non soltanto di utilizzarlo. Claudia Castellucci, Leone d’Argento della Biennale di Venezia diretta da Marie Chouinard, prosegue la sua ricerca rigorosa sulla forma del tempo quale fondamento della danza.
Durata: 50 minuti
Repliche
Dati artistici
autore delle luci Gianni Staropoli
tecnica e adattamento Francesca Di Serio
abiti dell’epilogo Haimana, Moldova
organizzazione Camilla Ferrazzi
produzione Teatro Metastasio di Prato, Societas, Cesena
Istantedanza – Corpi, trasmissioni, visioni del presente
con la collaborazione di ATER Fondazione e Tavolo Regionale della Danza
con il contributo di Regione Emilia-Romagna
nell’ambito di Infìnita – paesaggi della danza
foto di Luca Del Pia