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Festival Nazionale del Teatro Scolastico Elisabetta Turroni

Teatro Bonci // 19-23 marzo 2019

Progetto sostenuto da BPER: Banca

Gli spettacoli dei ragazzi per i ragazzi
Il Festival Nazionale del Teatro Scolastico “Elisabetta Turroni” ha varcato la soglia dei 20 anni, confermandosi un appuntamento originale e importante sul piano culturale e teatrale. La 21esima edizione si svolgerà dal 19 al 23 marzo 2019. Come sempre, gli spettacoli, una selezione ristretta della straordinaria produzione nazionale che dimostra la qualità dell’attività teatrale nelle scuole italiane, creano un’occasione di incontro tra istituti scolastici di varie regioni del paese, al termine del quale, grazie ad una Giuria di esperti e una Giuria di ragazzi, vengono proclamati i migliori tra gli spettacoli visti e selezionati.
Il pomeriggio di premiazione, il 23 marzo 2019 al Teatro Bonci, è poi una Festa per tutti, con le delegazioni di decine di scuole, la consegna dei riconoscimenti, l’incontro con il teatrante vincitore del Premio Elisabetta Turroni, il ricordo dell’artista concittadina scomparsa prematuramente.

SPETTACOLI IN CONCORSO:

martedì 19 marzo ore 10
“AV-VINTI”
Liceo Classico di Macerata

testo assemblato da Francesco Facciolli da “Troiane” di Euripide e Seneca
durata dichiarata: 80’

Finché si è in vita è lecito continuare a sperare? Vivere ha senso anche quando tutto è andato perduto?
La tragedia euripidea dedicata alle donne di Troia rimaste sole, senza i loro uomini vinti in battaglia, è lo spunto di una profonda riflessione sul dolore umano nella storia e sulla guerra: da qui nasce la scrittura collettiva degli studenti. Al centro, le Troiane, abbandonate tutte alla stessa funesta sorte: cadere nell’oblio senza più alcun affetto e nessuna speranza. «Perché piangi per queste rovine, per la città distrutta? Pensa piuttosto, disgraziata, alle sciagure che incombono adesso. Troia ormai è una tragedia passata. Una nuova oscura sorte sta per abbattersi su di noi. Sui vinti». La guerra è portatrice di distruzione, morte e disperazione: una volta finita, al vincitore spettano gloria e memoria ma che ne è del vinto, di chi è condannato alla più avvilente miseria, all’esilio, alla solitudine?

mercoledì 20 marzo ore 10
“QUEL CHE RESTA DI PINOCCHIO”
I.T.E.S. Barozzi di Modena

adattamento di Vito Valente da “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collodi
durata dichiarata: 65’

Una sgangherata compagnia teatrale tenta di mettere in scena “Pinocchio”: le difficoltà sono tante e in molti ostacolano il progetto (ispettori del fisco, spettatori scettici, interpreti disimpegnati). Ma proprio quando la compagnia è in procinto di rinunciare all’impresa… la messa in scena prende vita e sul palcoscenico cominciano a scorrere gli episodi e i temi più profondi e bui della favola di Collodi. La storia di Pinocchio non è più l’avventura di un burattino di legno, diviene uno spettacolo che indaga il lato oscuro del racconto e anche della vita, in cui il fantasioso bestiario (il Grillo, la Volpe, il Gatto, il Corvo, la Civetta, i Conigli, il Pappagallo e così via) diventa un inquietante carnevale di figure che assillano il protagonista. Un modo originale per rileggere Collodi, giocando con il teatro e le maschere.

giovedì 21 marzo ore 10
“SI SALVI CHI PUO'”
I.I.S. “Ernesto Guala” di Bra

di Maurizio Favole
durata dichiarata: 60’

Un antico stregone Maya durante un rito propiziatorio riceve dalla sua divinità, il dio Wanda, una profezia apocalittica: nel 2018 arriverà la fine del mondo. K’Annibale, il protagonista, diventa suo malgrado il custode e il messaggero di questa terribile verità. Parte da qui la sua missione: viaggiare nel tempo per lanciare un segnale d’allarme alle popolazioni del futuro. Non ha fatto però i conti con Zamauma, lo scemo (presunto) del villaggio, che con la sua ingenuità diventerà un ingombrate compagno di viaggio, sempre in grado di combinare disastri… Una divertente e strampalata avventura li porterà a comprendere il senso profondo della profezia del dio Wanda.
Con amuleti della vita, piramidi, filtri magici, battaglie, amori immaginari e streghe che compaiono in scena…è proprio il caso di dire: Si salvi chi può!

venerdì 22 marzo ore 10
“BAKXAI – SULLA LIBERTA'”
I.I.S. Lucrezio Caro di Cittadella

liberamente tratto da “Baccanti” di Euripide
durata dichiarata: 60’

Come vivremmo oggi se qualcuno non avesse sacrificato tutto per i nostri diritti?
Questo spettacolo è un viaggio nell’immaginario degli studenti, intorno al tema della donna, e più in generale delle conquiste nei campi dei diritti umani e della libertà sessuale, a 50 anni dal 1968.
Il punto di partenza è la tragedia “Baccanti” di Euripide: per venerare Dioniso, il dio greco dei piaceri e del femminino, infatti, le donne di Tebe, invasate, lasciano i mariti e costituiscono una comunità orgiastica, felice ed ebbra.
Dioniso, figlio di Zeus e della tebana Semele, giunge in forma umana in città per punire con la follia del suo culto le donne che hanno dubitato della sua nascita divina. Gli si oppone il re Penteo, che si lascia convincere dal dio a seguirlo, travestito da donna, sul monte Citerone per spiare i misteri bacchici. La madre di Penteo, Agave, sorella di Semele, e le baccanti in preda al delirio lo scambiano per un leone e lo sbranano. Quando Agave torna alla coscienza, riconosce con orrore il capo del figlio in quella che credeva la testa del leone. La vendetta del dio è compiuta.

sabato 23 marzo ore 10
“MEDEA”
Liceo Ischia di Ischia

di Euripide
durata dichiarata: 50’

«Medea non ha ucciso i figli» dichiarano gli studenti del Liceo di Ischia: ed è vero che Euripide ha inventato il matricidio e lo ha attribuito a una figura che già esisteva nella tradizione a lui precedente. La messa in scena vuole rintracciare le “altre” Medea che sopravvivono nel capolavoro del tragediografo greco.
Dopo aver aiutato Giasone nella conquista del vello d’oro, Medea lo segue a Corinto abbandonando la sua terra d’origine. Lì vive, con lui e i loro figli, fino a quando Giasone decide di ripudiarla per sposare Glauce, figlia del re Creonte. Mentre il re le ordina di lasciare la città, Medea chiede di restare ancora un giorno: si riappacifica con Giasone e invia alla sua futura sposa doni avvelenati: una corona d’oro e un velo prezioso. Gluace muore tra atroci sofferenze e la stessa sorte tocca a Creonte accorso per aiutarla. Giasone, sconvolto, corre alla ricerca di Medea per salvare i figli dalla furia dei Corinzi. Non giunge in tempo perché lei, straziata dal dolore, ha ucciso i bambini per privare Giasone anche della sua discendenza.
Curiosità: il personaggio di Medea è interpretato da uno studente.

Al termine dello spettacolo è previsto il Saluto al Festival dell’Assessore alla Cultura del Comune di Cesena, Christian Castorri, e del Direttore di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Claudio Longhi.

 

PREMIAZIONI
23 marzo // Teatro Bonci // ore 15

  • ore 15 Sono solo poesie! Performance interpretata da I Mercanti di Sogni su testi poetici di Elisabetta Turroni, tratti dal suo libro, Come un baleno.
  • ore 15.20 Saluto dell’Assessore alla Cultura e Promozione del Comune di Cesena Christian Castorri
  • ore 15.30 Presentazione e premiazione degli Spettacoli segnalati e consegna del Premio Turroni, riservato ad attrici e attori cesenati per il 2019, 14esima edizione, assegnato a Roberto Mercadini. Consegna del Premio Togoli per la fotografia di scena, prima edizione, a Guido Guidi
  • ore 16.15 Premiazioni del vincitori della XXI edizione del Festival, con consegna dei Premi specifici, del Primo Premio e del Premio per il Teatro Civile. A seguire assegnazione del Premio del pubblico.

Nella Saletta del 150esimo dal 19 marzo fino al 23 giugno le immagini scattate da Stefania Albertini documentano la XX edizione del Festival.

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Gli spettacoli sono ad ingresso gratuito su prenotazione

info: segreteria del Festival tel 0547 355733
mail: salbertini@teatrobonci.it

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Informazioni

Tel. 054.7355733/714
Fax 0547.355720
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